Nelle grandi città, dove il traffico e lo smog sono all’ordine del giorno, le aree verdi molto spesso sono viste dai tanti cittadini e turisti come una vera e propria boccata d’ossigeno: parchi, giardini e piste ciclabili attorno al bosco o lungo il lago pullulano di fiori e alberi di specie differenti e, specialmente in primavera ed estate, vengono presi d’assalto per trascorrere alcune ore immersi nella natura.

Ma non esistono solo le aree verdi curate dal comune di residenza: avete mai sentito parlare dei giardini verticali? Vediamo insieme di cosa si tratta nello specifico.

Che cos’è un giardino verticale?

Si tratta di una parete coltivata, come dice la parola stessa, in verticale su di una struttura già esistente: a seconda della tipologia di pianta che si intende “installare”, vengono inseriti due strati di materiali di tipo fibroso ben ancorato alla parete di riferimento e, per garantire il corretto apporto di acqua, viene progettato e poi installato un impianto idrico studiato ad hoc.

Il giardino verticale più grande in Italia si trova a Milano presso il Centro commerciale Fiordaliso: di 1262 metri quadrati di superficie, conta la presenza di ben 44mila piante di cui all’incirca 200 specie vegetali, che garantiscono una fioritura costante per tutto l’anno, con colori che variano dal blu al bianco, al rosa e al giallo. L’intero progetto è stato ideato dall’architetto Francesco Bollani e viene considerato come una sorta di opera d’arte green-urbana.

All’estero possiamo citare il giardino verticale del Caixa Forum di Madrid, progettato dal botanico Patrick Blanc che può vantare pareti alte ben 24 metri e con una superficie di 460 mq.

I vantaggi del giardino verticale

Installare un giardino verticale non è solo una moda, ma apporta anche notevoli vantaggi: scopriamo insieme quali.

  • Riqualificazione: solitamente il giardino verticale consente di riqualificare un vecchio edificio lasciato andare nel tempo e che necessita di un restyling originale e, perché no, anche attento all’ambiente.
  • Regolazione termica: quando si ristruttura un edificio, è necessario costruire anche un cappotto termico murale che ci aiuti a non disperdere calore in inverno e a mantenere una temperatura più fresca in estate. Il giardino verticale specialmente nella stagione calda, grazie alla traspirazione delle piante e alla naturale intercapedine in cui vengono inserite, permette di avere anche cinque gradi in meno all’interno dell’edificio, mentre in inverno, la naturale protezione offerta dalle piante, riscalda di almeno tre gradi gli spazi interni … un buon risparmio, quindi, sulla bolletta!
  • Barriera contro l’inquinamento acustico e ambientale: se il giardino verticale installato è abbastanza grande, permette di ridurre notevolmente i rumori provenienti dall’esterno, come ad esempio il traffico presente nelle grandi città, e di diminuire anche l’inquinamento provocato dalle polveri sottili, le tanto temute PM10.

Il giardino verticale può essere di due tipi, da interno o da esterno: il giardino verticale da interno predilige piante esotiche e/o tropicali che necessitano di poca luce, mentre quello da esterno dovrà essere progettato a seconda dell’esposizione dell’edificio in quanto se è a nord si sceglieranno piante che prediligono questo tipo di esposizione, se è a sud altre specie di piante che possono adattarsi al meglio alle temperature più elevate e al clima afoso.

Per quanto riguarda la manutenzione, il giardino verticale va curato con attenzione e precisione in quanto l’estetica la fa da padrona e, per questo, occorre affidarsi a un giardiniere esperto che abbia avuto già a che fare con questa tipologia di giardini da interno e da esterno, che sappia potare bene le piante e concimarle con i giusti prodotti fertilizzanti in modo che il nostro giardino verticale possa crescere sano e rigoglioso, che possa fiorire con regolarità per tutto l’anno.