In primavera ed in estate la quantità di insetti aumenta in quanto tutto si risveglia dopo i lunghi mesi freddi invernali: spuntano le gemme, sbocciano i fiori, gli animali escono dal letargo e fanno inevitabilmente la loro comparsa anche mosche, zanzare, moscerini che certamente saranno utili, in minima parte, al nostro ecosistema, ma per noi umani sono davvero fastidiosi.

Le proviamo tutte: installiamo zanzariere nelle nostre abitazioni, utilizziamo insetticidi (che spesso sono nocivi per l’uomo e per l’ambiente che ci circonda), accendiamo candele alla citronella con la speranza di non venire punti dalle zanzare e ci spruzziamo repellenti sulla pelle per tenerle lontane … ma lo sapevate che la natura ci offre alcuni rimedi davvero efficaci per catturare gi insetti? Avete mai sentito parlare delle piante carnivore? Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Le piante carnivore: che cosa sono?

Sono piante di dimensioni modeste di cui si annoverano ben 600 specie appartenenti a sette famiglie e a 15 generi ognuna delle quali presenta un proprio sistema geniale e differente per catturare rapidamente gli insetti che ci ronzano intorno: per nutrirsi autonomamente, infatti, prelevano l’azoto contenuto nelle proteine degli insetti in questione.

Ci sono specie di piante carnivore che sono le più indicate per essere coltivate in casa con facilità, in particolare ci riferiamo a: Drosera capensis, Dionaea muscipula, Sarracenia purpurea e Nepenthes.

Alcune tipologie di piante carnivore

La  Drosera capensis è quella più conosciuta e, rispetto alle classiche piante carnivore, svolge un ruolo passivo durante la cattura degli insetti: infatti le sue foglie sono interamente ricoperte da peli ghiandolari che rilasciano un liquido piuttosto appiccicoso; per questo motivo i piccoli insetti che vi si appoggiano sopra restano invischiati e vengono subito avvolti tra le foglie. In un secondo momento la Drosera capensis produce degli enzimi che trasformano le proteine presenti nell’insetto in sostanze ricche di azoto che vengono poi assorbite dalla pianta.

Un’altra specie di pianta carnivora molto diffusa è la Dionaea muscipula che presenta delle vere e proprie trappole nella parte finale delle foglie che sono chiamate “foglie a cerniera” in quanto contengono 3 setole sensitive coloratissime che svolgono la funzione di richiamare gli insetti e di trarli così in inganno. Queste setole, che hanno dei piccoli dentini che corrono lungo tutto il margine della foglia, se toccate più volte si chiudono immediatamente. L’insetto resta intrappolato all’interno delle foglie per diversi giorni e trasformato poi in azoto, il nutrimento della pianta.

Un’altra pianta carnivora molto apprezzata è la Sarracenia purpurea, moto bella da vedere: presenta foglie racchiuse ad imbuto e vuote all’interno, con un piccolo cappuccio colorato che serve ad attirare gli insetti. Proprio questi ultimi si nutrono del nettare ingannevole che produce la pianta: il nettare ha un effetto narcotizzante che rimbambisce gli insetti facendoli cadere all’interno dell’imbuto che alla fine si richiude.

Infine la pianta carnivora della famiglia delle Nephentes presenta foglie chiamate ascidi che intrappolano gli insetti, grazie al profumo del nettare e al colore: la superficie delle foglie, essendo viscida, cattura l’insetto .

Come si curano le piante carnivore?

Quando sia acquista una pianta carnivora è necessario posizionarla in una zona della casa abbastanza soleggiata ma che garantisca anche qualche ora di ombra durante il giorno: occorre inoltre mantenere il terriccio sempre umido ma non bagnato del tutto. Un altro aspetto molto importante da sottolineare è quello di non nutrire mai la pianta con la carne in quanto l’azoto presente proprio nella carne stessa la farebbe deperire in breve tempo; non dobbiamo essere noi a nutrire la pianta in quanto è in grado da sola di reperire il nutrimento di cui ha bisogno.