L’autunno inoltrato e il lungo inverno che ci accompagna sono per antonomasia le stagioni in cui, ovviamente, il clima atmosferico non consente di trascorrere lunghe ore all’aria aperta a causa delle temperature rigide, delle precipitazioni intense e delle poche ore di luce a disposizione: dopo una lunga giornata di lavoro, il desiderio di molti di noi è quello di “fiondarsi” a casa ed accoccolarsi sul divano, magari sorseggiando una gustosa cioccolata calda avvolti in un morbido panno di lana.

Ma avete mai pensato di rilassarvi a casa vostra, immergendovi nella vostra piscina interna? Ebbene sì! Quanti di noi vorrebbero poter avere a disposizione, nella propria casa, una di quelle piscine studiate appositamente per gli ambienti indoor, dalle forme accoglienti e stare in ammollo nell’acqua calda di un bel idromassaggio? Se pensate di realizzare una piscina interna, nella vostra abitazione, occorre tenere presente alcune norme per l’edificabilità e scegliere successivamente il modello che più vi si addice.

Quali sono i permessi necessari per costruire una piscina interna?

Innanzitutto è necessario il sopralluogo di un tecnico specializzato che dovrà verificare opportunamente se sussiste la possibilità di costruire una piscina da interno tenendo ben presente la sicurezza e i vincoli della struttura, considerando ad esempio che una piscina di piccole dimensioni ha solitamente un carico che può variare dalle 10 alle 20 tonnellate solamente considerando il peso dell’acqua e senza prendere in considerazione  il peso della struttura in sé.

In un secondo momento, se il tecnico ha dato l’ok per costruire, tenendo in considerazione il Testo Unico dell’Edilizia, occorre presentare al Comune di residenza la denuncia di inizio attività (conosciuta come DIA), compilata accuratamente ed aspettare all’incirca tre mesi dopo i quali, se il Comune non presenta opposizione, è possibile iniziare i lavori. Non dimenticate un altro aspetto importante ossia quello di informarsi bene se sussistono eventuali vincoli al piano regolatore del Comune oppure paesaggistici.

Se si decide di costruire una piscina di più di 80 mq, con molta probabilità potrà variare la categoria dell’abitazione, classificandola al catasto come Abitazione di lusso.

Modelli e tipologie di piscine da interni

Esistono tantissimi modelli di piscine da interno che possono essere mobili, fisse, fuori terra esattamente come le piscine da esterno.

I modelli di piscina da interno fuori terra sono molto più veloci da montare, rispetto ad una piscina a terra, e i costi di installazione sono più bassi: si viene a creare ugualmente un ambiente rilassante ed accogliente, come se fossimo in una spa di lusso.

Ci sono anche i cosiddetti “modelli ibridi”, ossia piscine che hanno sia uno spazio all’interno della casa, sia uno all’esterno, ideali per essere utilizzate sia in inverno che in estate all’aria aperta ma, ovviamente, in questo caso i costi lievitano notevolmente.

Esistono poi i modelli di piscine dette “skimmer”: gli skimmer sono aperture posizionate lungo il bordo della vasca e svolgono la funzione di raccogliere l’acqua in superficie e trasportarla nel filtro a sabbia che a sua volta la pulirà da eventuali insetti e polveri. Le piscine skimmer hanno molteplici vantaggi come ad esempio i costi di costruzione più contenuti, un locale tecnico di piccole dimensioni e la possibilità di chiudere la piscina con apposite coperture termiche che si adattano al meglio al perimetro della vasca.

Ci sono poi i modelli di piscina da interno “a sfioro” che hanno costi molto più elevati rispetto al modello precedente, richiedono una costruzione più complessa e quindi personale altamente specializzato e la pulizia dell’acqua è più laboriosa.

In generale, è importante ricordare che qualora si decidesse di costruire nella propria abitazione, una piscina interna, occorrerà utilizzare materiali resistenti all’umidità (in quanto l’ambiente in cui verrà installata la vasca dentro o fuori terra sarà per forza di cose molto umido), e prodotti che aiutino a prevenire la formazione di muffe.