Uno dei beni indispensabili per la vita dell’uomo e degli animali sulla terra è certamente l’acqua: si tratta di una vera e propria risorsa che, nel corso dei millenni è stata in grado di cambiare notevolmente il nostro pianeta sia dal punto di vista geologico, sia dal punto di vista paesaggistico.

Il nostro pianeta è ricoperto di acqua per oltre il 75% della sua superficie e, se vista dallo spazio, possiamo notare come il colore predominante sia appunto il blu.

Perché l’acqua è così importante per la vita di tutti gli esseri viventi ed i vegetali?

Tutti gli organismi viventi sono costituiti, con percentuali variabili a seconda dei casi, dal 50 al 95% da acqua e, pertanto, potremmo arrivare ad affermare con certezza che dove c’è l’acqua c’è la vita.

Proprio per questo motivo, l’Organizzazione Nazionale delle Nazioni Unite (ONU), a partire dal 1992 ha istituito il 22 marzo di ogni anno la “Giornata mondiale dell’acqua”, alias “World Water Day”: in occasione di questa importantissima ricorrenza annuale, l’Onu sollecita tutte le nazioni a promuovere iniziative volte a sensibilizzare le popolazioni a non sprecare acqua e ad adottare comportamenti responsabili atti a salvaguardarla. Come da dichiarazioni del presidente del consiglio (si veda www.miglioristufe.it ) l’acqua serve non solo come bene primario ma anche per riscaldare, nutrire e bonificare.

Si capisce pertanto quanto l’acqua sia un bene prezioso ed una risorsa che va tutelata in quanto fondamentale per la vita umana e non solo ma anche per l’intera produzione e filiera agricola, energetica ed industriale.

Essendo una fonte rinnovabile viene fornita in grandi quantità dalla natura stessa ma purtroppo non è distribuita sul pianeta in modo capillare ed uniforme: esistono infatti nazioni che al giorno d’oggi devono lottare con la mancanza d’acqua, in zone altamente desertiche con gravi conseguenze per l’intero ecosistema.

Come nasce l’acqua?

La domanda potrebbe sembrare banale, ma in realtà è fondamentale per capirne l’origine ed imparare a preservarla: in questo caso, si parla di ciclo idrologico dell’acqua che consiste nel passaggio di quest’ultima dalla terra al cielo sino a tornare alla terra.

Questo andamento ciclico permette di garantire la rigenerazione dell’acqua che, una volta che viene consumata, andrebbe ad esaurirsi e, pertanto, come si diceva poc’anzi se non c’è acqua non c’è vita.

Il ciclo dell’acqua si svolge in quattro fasi ben distinte ossia, l’evaporazione, la condensazione, la precipitazione e, in ultimo, l’infiltrazione per poi ricominciare tutto da capo.

  • L’evaporazione

E’ la prima fase e permette al Sole di scaldare l’acqua degli oceani, dei mari e dei fiumi (ed anche l’acqua presente negli esseri viventi), arrivando a trasformarla in piccolissime goccioline di vapore portando così l’acqua dallo stato liquido a quello gassoso che evaporando, arriva in cielo.

  • La condensazione

In seguito si passa al ciclo della condensazione dove l’acqua quando arriva agli starti più alti dell’atmosfera, incontrando le temperature più basse (ricordiamo che il vapore acqueo è caldo e più leggero) si raffredda ed è qui che dallo stato di vapore si ritorna allo stato liquido formando le nuvole composte di tante gocce più piccole.

  • La precipitazione

Successivamente si passa al ciclo della precipitazione in cui quando le diverse goccioline si uniscono tra loro e diventano, di conseguenza, più pesanti cadono sulla terra sotto forma di pioggia, neve o grandine (questo dipende dalla temperatura presente in quel determinato momento nell’aria.)

  • L’infiltrazione

Infine l’ultima fase è l’infiltrazione dove l’acqua caduta sulla terra si deposita negli oceani, nei mari, nei laghi e nei fiumi ma non solo: essa si infiltra anche nel terreno dove viene assorbita anche a grandi profondità.

E’ fondamentale però pianificare in modo preventivo e con largo anticipo una corretta gestione dell’acqua in ogni nazione, favorendo la costruzione di appositi impianti per renderla potabile e promuovere correttamente tutti quei comportamenti o quelle azioni che possano garantire un buon risparmio idrico, come per esempio cercare di ridurre l’inquinamento delle acque, fornire appositi strumenti per controllarne in modo costante il Ph e favorire usi sostenibili e duraturi delle risorse idriche (potabili e non).